Sulla localizzazione dei sistemi operativi e dei servizi

I lettori più attenti hanno notato che, tipicamente, gli screenshot che posto sono relativi a schermate in inglese (raramente in italiano). Perché sono in inglese?

La risposta è molto semplice: normalmente installo i sistemi operativi in inglese (e/o customizzo le lingue dei servizi che uso in inglese). Tutto è cominciato quando utilizzavo Debian localizzata in italiano. Nonostante l’uso fantasioso di alcuni termini, quello che più mi divertiva era leggere gli aggiornamenti compiuti da dpkg/apt: “Spacchetto il rimpiazzo di <componente>“; una terminologia un po’ strana per indicare l’aggiornamento di un componente. Anche in OSX, il menù “File” viene localizzato in italiano come “Archivio”. E questo crea disorientamento, almeno nei nuovi utenti. Ugualmente su iPhone/iOS: l’interfaccia in italiano, per attivare/disattivare le opzioni, utilizza l’interruttore “I/O” anziché “ON/OFF” della versione inglese. A voi sembra più chiaro? A me no. Ecco perché uso la lingua inglese anche su iPhone.

Oltre alle ragioni più pratiche appena esposte, e anche per una questione di “tenere allenato l’inglese”, preferisco utilizzare sistemi operativi localizzati in inglese.
Una delle poche volte in cui leggo e scrivo in italiano è questo sito, anche se ultimamente sto pensando di incominciare a scrivere in inglese. Cosa ne pensate?

4 thoughts on “Sulla localizzazione dei sistemi operativi e dei servizi”

  1. Mi ritrovo completamente nella tua analisi, anche io ho sempre utilizzato SO in inglese, sono stato abituato fin da piccolo così. Le poche volte che mi capita di lavorare con un SO in italiano rimango un po’ spiazzato da certe traduzioni forzate o non intuitive.
    Probabilmente, di contro, chi ha sempre utilizzato SO in italiano non ha questi problemi con le traduzioni “fantasiose”.

    Anche sul blog scrivo solo in inglese, un po’ come dici tu per tenere allenata la lingua e un po’ anche per avere un bacino di utenti molto più ampio.

  2. La traduzione di GNOME invece è sempre stata di ottima qualità grazie all’uso di un glossario unificato.

  3. Dai un’occhiata a dpkg e apt, che traducono in modo diverso gli stessi termini :-/
    Non è così per tutti i progetti però: ora è da un po’ che sono fuori dal giro, ma ricordo che i gruppi di tp.linux.it e di debian-l10n-italian coordinano le traduzioni e han sempre fatto un ottimo lavoro.

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