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  • Applicazioni desktop vs. Applicazioni cloud

    Ultimamente si parla molto di cloud computing e in particolare di SaaS: il paradigma cloud sta guadagnando sempre più interessa da parte delle aziende perché permette di abbassare i costi, una più facile manutenzione e un utilizzo semplice per gli utenti. Ma d’altra parte ci sono tante motivazioni per mantere un applicativo nella sua versione desktop, primo fra tutti l’utilizzo della banda.

    Un semplice esempio per capire meglio di cosa parliamo. Un’applicazione desktop è un’applicazione che viene eseguita fisicamente sul vostro computer: è stata precedentemente installata e viene distribuita sotto forma di applicazione che può essere installata dall’utente. Un esempio: Skype.

    Un’applicazione, cloud, invece risiede su una nuvola (da qui ‘cloud’): viene resa fruibile attraverso la connessione ad un altro sistema (tramite Internet ad esempio). Non richiede un’installazione (l’utente di solito accede all’applicazione da un browser) ma richiede una connessione ad Internet per essere utilizzata. Un esempio: Gmail.

    Dopo aver riflettuto sui vantaggi dell’una e dell’altra soluzione, ho deciso di condividere il mio parere riguardante le due soluzioni.

    Applicazioni desktopApplicazioni cloud
    Installazione del softwareL’applicazione deve essere installata prima di essere utilizzata.Nessuna installazione è richiesta (a parte il browser se l’applicazione verrà fruita tramite browser).
    Utilizzo delle risorseL’applicazione utilizza le risorse della macchina su cui è installata. Per applicazioni che hanno un carico computazionale cospicuo sono presenti requisiti hardware ben definiti.Il carico computazionale è quasi interamente gestito dal service provider che offre il servizio, riducendo i requisiti hardware della macchina che utilizza il servizio.
    AggiornamentiL’applicazione deve essere aggiornata manualmente dall’utente o da un amministratore di sistemaL’utente accede sempre all’ultima versione del software disponibile senza dover installare nulla: l’applicativo caricato dal browser è sempre aggiornato dal service provider, nulla è a carico dell’utente.
    Indipendenza dalla piattaformaAlcune applicazioni sono disponibili solo per determinate piattaforme (es. MacOSX, Windows), lasciando scoperte altre piattaforme comunque utilizzate da alcuni utenti (Linux, FreeBSD).Dato che molte applicazioni sono fruibili tramite un browser, molte delle applicazioni cloud sono indipendenti dalla piattaforma dell’utente
    Indipendenza/Utilizzo della reteUn applicativo desktop è indipendente dalla presenza della rete (se la funzione principale non è quella di utilizzare la rete).Senza connessione di rete, un’applicazione cloud non può funzionare (a meno di meccanismi di caching previsti dal browser [es. Google Gears/HTML5 Web Storage] e/o dallo sviluppatore dell’applicazione).Inoltre, il footprint di un’applicazione cloud sulla rete è tipicamente molto forte rispetto all’equivalente di un’applicazione desktop, proprio per la maggiore quantità di dati scambiati con la controparte remota.
    Autenticazione e autorizzazioneL’autenticazione e l’autorizzazione sono demandate al sistema operativo. Dato che questa pratica è tipicamente consolidata e ben documentata, un’applicazione desktop è solitamente più sicura della controparte cloud (sia del punto di vista della security fisica che di quella logica).L’autenticazione e l’autorizzazione sono realizzate su una rete che non sicura quale Internet, che può essere manomessa e/o monitorata. L’utilizzo di soluzioni di cifratura è una soluzione d’obbligo per proteggere i dati che transitano dal service provider all’utente finale.
    BackupI dati sono solitamente memorizzati sul pc dell’utente, che deve provvedere ad effettuare un backup cadenzato dei dati (se non previsto dall’amministratore di sistema).I dati sono quasi interamente gestiti dal service provider, che, in base al SLA garantito all’utente, deve provvedere al corretto backup dei dati e al ripristino in caso di failure.Inoltre, come già detto, questo comporta un utilizzo massimo della banda per trasferire i dati dal service provider al pc dell’utente finale.

    Quindi, qual è la soluzione migliore? Il desktop o il cloud?

    Ultimamente, la tendenza è quello di portare molte applicazioni sul cloud, e di associare al cloud tutte le applicazioni che possono essere richiamate tramite un browser. Ricordo che un’applicazione cloud deve rispettare diversi aspetti per essere chiamata cloud:

    • deve essere indipendente da piattaforma e hardware utilizzati dall’utente
    • deve supportare l’accesso tramite API
    • deve essere accessibile tramite qualsiasi sistema connesso a Internet
    • deve essere trasparente per l’utente da utilizzare indipendentemente da dove l’applicazione venga installata.

    Qual è la soluzione migliore? La risposta giusta, come al solito, è dipende. Dipende da molti fattori, come possiamo vedere, e ognuna delle due soluzioni ha i suoi punti di forza e di debolezza.

  • Dropbox: un hard disk sempre disponibile e sincronizzato automaticamente per tutti i tuoi computer

    Da un po’ di tempo ho iniziato ad usare Dropbox, un servizio gratuito che permette di sincronizzare automaticamente i propri files su più computer.

    Veniamo subito all’uso che ne faccio: l’ho installato sul desktop e sul notebook che porto sempre con me; anziché mettere su USB key i files che voglio sempre avere disponibili su entrambi i PC, uso Dropbox e i files vengono automaticamente sincronizzati tramite la connessione Internet.

    Usare Dropbox è molto semplice: una volta creato l’account, vi vengono allocati 2GB di spazio web (più che sufficienti per le mie necessità di sincronizzazione). Per iniziare ad usare effettivamente il vostro account avete due possibilità:

    1. usare il client web (da browser) per fare l’upload e il download manuale dei files a cui siete intessati [questo metodo è abbastanza macchinoso ed è utile solo in rari casi, come ad es. macchine condivise]
    2. scaricare ed installare il client per il vostro sistema operativo [preferibile]. Vi ricordo che Dropbox è disponibile per Windows, MacOSX e Linux.

    Una volta installato il client verrà creata una directory “Dropbox” nella vostra home (~/Dropbox per MacOSX e Linux, C:\Documents and Settings\<utente>\Dropbox per Windows XP, C:\Users\<utente>\Dropbox per Vista e 7). Ora, veniamo alla parte interessante: tutti i file che saranno nella directory Dropbox sono automaticamente sincronizzati tra tutti i (vostri) PC che hanno installato il client Dropbox; e potrete perfino accedervi da web.

    E non è finita: potete condividere una cartella specifica con un altro utente di Dropbox (utile se vogliamo collaborare ad un progetto con un amico, ad esempio); ogni utente ha a disposizione un’area pubblica (~/Dropbox/Public): tutti i files in questa directory sono pubblici e saranno accessibili a tutti (anche agli utenti che non sono registrati a Dropbox): questa feature è molto utile se volete condividere velocemente un contenuto e non potete usare l’email (perché, ad esempio, sono attivi dei limiti sulla dimensione degli allegati).

    Passiamo ora alla parte privacy: tutto quello che mettete nella vostra cartella Dropbox sarà accessibile soltanto a voi (a parte, come già detto, la cartella Public/, lo sharing e a patto che le vostre credenziali siano note soltanto a voi). Il trasferimento dei files avviene tramite SSL (quindi il traffico tra voi e Dropbox è cifrato); infine, tutto quello che caricate su Dropbox è cifrato tramite AES (e quindi soltanto voi, con le vostre credenziali, potrete decifrarlo e accedere ai contenuti). Ricordo che tutti questi meccanismi di sicurezza sono assolutamente trasparenti all’utente.

    Come già detto, lo spazio disponibile inizialmente agli utenti è 2GB. Potete aumentare lo spazio fino a 10GB invitando i vostri amici. Se avete bisogno di più spazio, potrete acquistare più spazio sul sito di Dropbox.

    Ricapitolando:

    • Gratis: da 2GB a 10GB (se ve ne serve di più, potete acquistarlo)
    • Accesso sicuro dai vostri computer e anche da mobile (iPhone, Android)
    • Possibilità di condividere selettivamente alcuni files/directory con altri utenti Dropbox
    • Possibilità di condividere selettivamente alcuni files/directory con tutti (anche non registrati a Dropbox)
    • Utilizzo principale: sincronizzazione di files tra computer diversi. Online potete trovare tante altre idee interessanti e spunti di utilizzo (come sincronizzare il vostro profilo Firefox su più computer tramite Dropbox).

    Detto fatto! Per iscrivervi vi basterà cliccare sul link sottostante.